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La depressione clinica

 

Che cosa si deve sapere

La Depressione clinica è un reale disturbo medico. Non è la tristezza o la demoralizzazione che ognuno di noi prova di tanto in tanto. Sentirsi depressi, tristi ed irritabili per un breve periodo di tempo, è la normale conseguenza della vita stressante alla quale siamo sottoposti. La perdita di una persona amata, problemi famigliari, troppo lavoro, sono esempi di situazioni che possono causare sofferenza e stress. Tuttavia, quando tristezza, disperazione, sfiducia, sconforto, aumentano di intensità o durano per un periodo di tempo prolungato, la depressione ha forse preso piede. Quindi la depressione clinica non è affatto dovuta alla fragilità personale o alla tristezza del momento. È una malattia diagnosticabile e non è rara o inusuale. Si calcola che in Italia più di 5 milioni di persone soffrano di depressione clinica. Al di là delle conseguenze dolorose e tragiche per la persona, la depressione procura anche costi sociali molto elevati. Si calcola che la depressione oggi in Italia costi più di 5000 milioni di euro (per perdita di giornate lavorative, riduzione del rendimento lavorativo, costi per l’assistenza e le cure). Si sa che solo un terzo delle persone depresse provano a curarsi, il che significa che due depressi su tre soffrono inutilmente. La depressione clinica non deve essere ignorata, i suoi sintomi possono essere lievi, ma anche gravi. I depressi sono al secondo posto, dopo i malati di cuore, tra le persone che perdono più giorni di lavoro. La depressione, inoltre, può mettere in pericolo la vita. La percentuale di suicidi nelle persone gravemente depresse e che non seguono un trattamento adeguato è del 15%. Inoltre, il 20% dei giovani che soffrono di depressione clinica può avviarsi verso l’abuso di droghe o alcool come tentativo di autoterapia. È quindi una malattia che dovrebbe risvegliare le coscienze e richiamare l’attenzione nazionale.

 

Depressione al femminile.

Le donne che soffrono di depressione sono il doppio rispetto agli uomini. Nel caso del disturbo depressivo stagionale, che si verifica cioè in un certo periodo dell’anno, di solito in inverno, quando c’è minor periodo di luce solare, il numero di donne colpite è addirittura quattro volte superiore rispetto a quello degli uomini. È interessante come tra gli adolescenti non vi sia invece alcuna differenza tra le femmine e i maschi nei riguardi della depressione. La depressione colpisce a tutte le età, ma appare più frequente negli adulti tra i 24 e i 44 anni di età. Se alcune donne provano tristezza, irritabilità ed altri sintomi emotivi e fisici durante il ciclo mestruale, e se questi sintomi non diminuiscono mai e persistono, non si tratta di sindrome premestruale; questa, infatti, inizia qualche giorno dopo l’ovulazione, raramente durante la stessa, e termina entro pochi giorni dall’inizio della mestruazione. In questi casi si dovrebbe contattare un medico o uno specialista della salute mentale per una diagnosi accurata. Nelle neo mamme, la differenza fra la tristezza post-partum (sconforto e paura di non essere all’altezza del compito che alcune donne provano dopo aver partorito) e la depressione clinica, è basata sulla gravità e la durata dei sintomi. Un certo numero di donne soffre di sintomi simili a quelli della depressione post-partum, ma nella maggior parte di loro i sintomi durano solo alcuni giorni. E questo è normale. Altre donne che hanno appena partorito soffrono invece di depressione clinica. Studi recenti indicano che molte delle donne che soffrono di depressione clinica post-partum, hanno con molta probabilità sofferto di depressione in gioventù, e questa non era correttamente diagnosticata e trattata. Se state provando i sintomi della depressione post-partum e questi diventano gravi e durano più di due settimane, parlatene con il vostro ginecologo o con il medico di famiglia o con uno psichiatra. Quello che state provando potrebbe essere depressione clinica.

 

Cause della depressione

Il fattore biologico sembra essere chiaramente un motivo di rischio. Possiamo constatare che la depressione clinica si manifesta più frequentemente nelle donne durante gli anni fertili. Sappiamo, inoltre, che gli ormoni, ad esempio gli estrogeni, influenzano la regolazione dei neurotrasmettitori nel cervello, quali la serotonina che, a sua volta, regola l’umore. Il fattore genetico gioca anch’esso un ruolo importante, perché si riscontrano storie famigliari di depressione.Si sta cominciando a capire che come il tumore al seno può essere ereditario, così si comincia a vedere che nelle famiglie vi è trasmissione di una vulnerabilità, di un terreno favorevole alla depressione. I fattori ambientali e sociali, quali prolungati stress o difficoltà della vita, giocano spesso un ruolo importante nel portare verso la depressione. Alcuni specialisti pensano che gli uomini soffrano di depressione tanto quanto le donne, ma siano portati, molto probabilmente, ad ignorare i loro sintomi o a cercare di rendere più sopportabili le loro sofferenze emozionali usando o abusando di alcool e droghe.

 

La terapia

Vi sono due tipi di trattamento, uno farmacologico ed uno psicoterapeutico. A seconda della gravità della sindrome, in alcuni casi viene utilizzato solo quello farmacologico, in altri quello psicoterapeutico. In molti casi un’associazione delle due terapie permette risultati migliori. Anche se il medico di famiglia può diagnosticare e trattare la depressione, gli psichiatri sono i medici che hanno una maggiore esperienza nel trattamento di questi disturbi. Ogni individuo risponde in tempi diversi ai diversi tipi di farmaco. Molte persone iniziano a sentirsi decisamente meglio dopo 4/6 settimane dall’inizio della terapia con antidepressivi. Se si avvertono sgradevoli effetti collaterali è bene non scoraggiarsi; spesso scompaiono con un aggiustamento della dose. É bene tenersi in contatto con lo psichiatra, non abbandonare la terapia di propria iniziativa; solo lo specialista potrà decidere se diminuire le dosi o cambiare terapia. L’esperienza ha dimostrato che le persone rispondono meglio alla cura con antidepressivi quando questi vengono assunti per un tempo di almeno 4-8 mesi. Per le persone che hanno sofferto più di una volta di depressione, le possibilità di recidive sono notevoli e dovrebbero assumere a scopo profilattico antidepressivi per anni, ma sempre sotto controllo medico. È importante consultarsi sempre con il proprio medico per decidere quanto deve durare la cura; essa non va mai sospesa di propria iniziativa anche se si sta “davvero” meglio. Gli antidepressivi agiscono correggendo lo squilibrio tra i vari neurotrasmettitori cerebrali e normalizzano le funzioni dei vari sistemi cerebrali. Esistono vari tipi di antidepressivi e ciascuno di loro può causare leggeri e passeggeri effetti collaterali; se vi viene prescritto un antidepressivo il vostro medico vi potrà indicare quali sono i possibili effetti collaterali. Non spaventatevi a priori, pensate che gradualmente spariscono lasciando spazio al benefico effetto terapeutico. Non prendere, comunque, alcuna iniziativa senza consultare il medico! È bene ricordare che vi è in questo campo una continua ricerca farmacologica per migliorare i farmaci anche al fine di ridurre gli effetti collaterali rendendoli più tollerabili per il paziente. I farmaci non danno assuefazione in quanto non sono dei calmanti da prendere al bisogno come gli ansiolitici, ma costituiscono una vera e propria terapia, non creano assuefazione e l’effetto benefico si manifesta nel giro di 4/6 settimane. La psicoterapia va considerata un intervento di appoggio alla terapia farmacologica. Rafforza l’autostima, aiuta il paziente ad accettare i limiti o le perdite che la depressione può avergli causato. Gli individui rispondono in modo differente alla terapia e ci sono diversi fattori che contribuiscono alla velocità con la quale il paziente migliora. Questi fattori includono la natura del problema con il quale la persona sta lottando. È comunque importante che tra psichiatra e psicoterapeuta esista un collegamento ed uno scambio di idee sul percorso da seguire. Ricerche su un particolare tipo di terapia basata sul dialogo, chiamata “terapia cognitiva”, hanno evidenziato che sono necessarie circa 12/16 settimane per avere dei miglioramenti significativi mentre la terapia farmacologica porta a dei miglioramenti dopo 4/6 settimane. Ma sarà comunque lo psichiatra ad abbinare, se lo ritiene opportuno, una psicoterapia alla cura farmacologica.

 

Tipologie depressive

Vi sono svariate forme di disturbi depressivi: La sindrome maniaco-depressiva, nota anche come “disturbo bipolare”, è una malattia mentale nella quale una persona presenta episodi di depressione alternati a episodi di elevata euforia (mania). Durante le fasi maniacali o di eccitazione, le persone possono comportarsi in modo non appropriato, avere idee di grandezza e divenire iperattive con atteggiamenti poco equilibrati e comportamenti estremi come dormire pochissimo, acquistare o vendere sconsideratamente , superlavoro ecc. La distimia è una forma meno grave, ma assai debilitante di depressione,caratterizzata dalla mancanza di stima in sé stessi, da minor energia e senso di affaticamento.

Questi sintomi possono durare per anni, creando continue sofferenze e difficoltà nell’affrontare la realtà circostante. Mentre la distimia può presentarsi in ogni momento, i disturbi stagionali (DAS Disturbo Affettivo Stagionale) colpiscono maggiormente in inverno, quando le giornate sono più corte e minore è la luce naturale. In alcuni di questi casi i disturbi sono trattati con successo con la terapia della luce artificiale. Per altre persone invece, le stagioni critiche sono quelle di passaggi, la primavera e l’autunno. È bene ricordare che la depressione non è una moda del momento attuale. Negli ultimi anni, la consapevolezza della depressione sta crescendo in quanto la psichiatria ha fatto passi da gigante. Gli psichiatri e gli psicoterapeuti stanno rendendo il trattamento della depressione più facile ed efficace. La depressione è sempre esistita.. Sfortunatamente in passato, fino a 40 anni fa, non esisteva la possibilità di una cura farmacologica e la depressione era considerata una “malattia dell’anima”. Ora, grazie a terapie specifiche,molte persone che soffrono di depressione clinica ritrovano la gioia di vivere e riprendono la loro attività con energia. Fortunatamente per tutti noi, più del 80% delle persone che seguono in modo rigoroso i trattamenti adeguati contro la depressione hanno buoni risultati. La depressione non è come un normale raffreddore. È improbabile che svanisca se la ignorate o se aspettate che passi da sola. Quanto prima viene diagnosticata e trattata, tanto più in fretta la persona si ristabilisce e ci sono meno probabilità di ricaduta.

 

I Gruppi di Auto-Aiuto

Secondo le testimonianze di molte persone che soffrono o che hanno sofferto di depressione clinica, i gruppi di auto-aiuto sono un supporto molto valido per superare l’episodio depressivo. Il dialogo, il confronto con altre persone che hanno sofferto della stessa malattia, sono un reale incoraggiamento ed un valido aiuto per uscire dal tunnel. Anche i familiari delle persone che soffrono di depressione partecipano a gruppi di auto-aiuto separatamente dai pazienti. La conoscenza della malattia di un proprio congiunto è determinante nel processo di superamento della depressione in quanto l’apporto dei familiari, a detta degli specialisti, contribuisce per il 50% al miglioramento dello stato di malattia; l’altro 50% deriva dalla terapia farmacologica e/o dalla psicoterapia.

 

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